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Complessità oppure efficacia?

Maestro Patrizio Belcarodel Maestro Patrizio Belcaro

Purtroppo molto spesso nelle arti marziali si tendono a ricercare tecniche complesse e articolate oppure punti sensibili estremamente difficili da trovare, situati in posti quantomeno improbabili da raggiungere in un combattimento.

Questo lavoro veicola la nostra attenzione su schemi sbagliati, e può far sì che al momento di un’esigenza reale, non si riesca a percepire ed a sfruttare la soluzione più rapida e semplice, quella che abbiamo a portata di mano.

Qualche tempo fa mi è capitato di vedere una trasmissione su “NATIONAL GEOGRAPHIC CHANNEL” dedicata alla difesa personale, dove un istruttore mostrava una fantomatica tecnica nella quale, colpendo con il palmo della mano l’addome dell’aggressore, gli procurava la rottura dell’anello pubico!

Chiaramente tale tecnica doveva essere portata con una certa forza e precisione d’impatto.

A questo punto mi domando:
anche se questa soluzione funzionasse (ma ho i miei dubbi), pochi centimetri più in basso ci sono gli organi genitali.. non conviene colpire quelli?

Qualche tempo dopo ho visto sempre in tv (mi sembra fosse Canale 5) un altro istruttore di difesa personale insegnare ad una ragazza come difendersi da un’aggressione. Questa volta la tecnica utilizzata era una “spazzata”.

Praticamente la povera ragazza, nel momento in cui l’aggressore l’avesse afferrata, avrebbe dovuto eseguire questa tecnica che consiste nel colpire il piede dell’avversario più o meno all’altezza del malleolo, facendogli perdere l’equilibrio e cadere!

Chiaramente questa tecnica sarebbe valida se ad eseguirla fosse un’atleta olimpica di Judo!

La cosiddetta “spazzata” infatti, è sì una tecnica semplice sul lato atletico, ma richiede una tempistica perfetta nel calcolare il momento giusto per colpire ed una capacità notevole di sbilanciare l’avversario, affinchè abbia successo.

Ve la immaginate una ragazza di 40 Kg in preda al panico che cerca di far cadere il suo aggressore che pesa 80 o addirittura 90 Kg?

Con obiettivi che danno sicuramente una maggiore possibilità di atterrare un aggressore (organi genitali, occhi, gola, naso) che motivo c’è di scegliere queste tecniche? La difesa personale come concetto ci impone (o dovrebbe farlo) di applicare teorie tattiche e tecniche assolutamente semplici, e più dirette possibili, le quali consentano di chiudere un combattimento nel modo più immediato.

Attenzione però: semplice non significa che dopo una settimana si diventi macchine da guerra! Bisogna allenarsi con continuità e perseveranza, infatti questo è l’unico modo di aumentare le nostre capacità e quindi la nostra percentuale di rimanere indenni al momento di un’aggressione!

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